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IL SALMONE rosso SELVAGGIO DELL’ALASKA

Oncorhynchus nerka

Nelle acque dell’Alaska si trova la popolazione di salmone selvaggio più abbondante del mondo: un pesce che ha bisogno di acque fredde, molto ossigenate ed estremamente pulite.

L’Alaska è il primo produttore di salmone selvaggio, un pesce che nasce e vive in un ecosistema equilibrato, regolato da metodi di pesca sostenibili.


Il salmone dell’Alaska è l’unico che si può fregiare dell’etichetta MSC (Marine Stewardship Council). L’MSC è un organismo indipendente con sede a Londra che certifica che la pesca si realizzi rispettando i principi ecologici, assicurandone la sostenibilità.

salmone rosso selvaggio in cattività

IL SALMONE SELVAGGIO DELL’ALASKA RAGGRUPPA 5 SPECIE:

Salmone Reale
Salmone Rosso

Salmone Argentato
Salmone Keta

Salmone Rosa

Il nome scientifico delle cinque specie di salmone venne assegnato in occasione delle prime esplorazioni della Siberia e riflette il nome indigeno dei pesci.

Queste cinque tipologie di salmone dell’Alaska nascono nelle acque cristalline dei fiumi e dei ruscelli del Paese, migrando verso le acque dell’Oceano Pacifico e del mare di Bering, dove vivono e crescono lontano dall’inquinamento causato dall’uomo.

Lo sfruttamento di questa inestimabile risorsa è sottoposto a un rigoroso controllo da parte dello stato dell’Alaska. La gestione esemplare delle peschiere e l’efficace legislazione ambientale dell’Alaska hanno spinto notevolmente la sostenibilità della pesca del salmone selvaggio.

CARATTERISTICHE DEL SALMONE
TLINGIT SOCKEYE

A differenza del salmone di allevamento (Salmo Salar), la cui riproduzione si ripete nell’arco della vita ed è sostenuta da un’alimentazione indotta dall’uomo, il Salmone Selvaggio Sockeye si alimenta esclusivamente di elementi naturali, quali alghe, zooplancton e piccoli crostacei, ed esaurisce la sua esistenza dopo appena dieci giorni dalla deposizione delle uova.

Il Salmone Selvaggio Sockeye dà, infine, l’ennesimo contributo alla natura: nell’ultimo atto della sua vita, cede le proprie sostanze nutrienti, fonti di preziosi grassi, a sostentamento dell’ecosistema circostante. 

Un’altissima percentuale di Omega-3, il colore rosso intenso, la compattezza della sua carne e il gusto inconfondibile sono tutte le qualità che lo rendono un salmone unico.

salmone rosso selvaggio dell'alaska
affumicatura tradizionale del salmone rosso dell'alaska

CONSERVAZIONE E CONSUMAZIONE

Il salmone affumicato è un prodotto delicato e, pertanto, deve essere conservato con molta cura in frigorifero a 2 °C circa. Ha una durata limitata nel tempo e per questo deve essere consumato velocemente, non oltre 24 ore successive alla sua estrazione dalla confezione sottovuoto.

Nel servire il salmone affumicato è indispensabile tagliarlo in modo corretto, utilizzando un coltello da salmone professionale. Il taglio è un’operazione delicata, che, se non eseguita correttamente, potrebbe comprometterne le qualità del salmone.

La tecnica migliore consiste nel tagliare fette molto lunghe, seguendo l’inclinazione orizzontale a partire dalla zona caudale. È molto importante prestare attenzione a come si impugna il coltello: infatti, occorre far sì che la lama scorra parallelamente al tessuto.

SALMONE AFFUMICATO
LA TRADIZIONE, IL TIPO DI CRESCITA E LA CONSERVAZIONE

Il salmone dell’Alaska abita in acque limpide e incontaminate,
dove si trovano le popolazioni di salmone più numerose e sane, costituendo l’ultimo baluardo a difesa dell’ambiente.
Già in tempi lontani, l’abbondanza dei prodotti stagionali superava il fabbisogno di cacciatori e pescatori, così l’uomo dovette aguzzare l’ingegno per trovare sistemi diversi di conservazione degli alimenti.

Gli uomini catturavano il salmone nei fiumi, con trappole e ramponi, mentre le donne preparavano il pesce pescato per la conservazione. Il salmone veniva fatto asciugare in strutture di legno al riparo dalle intemperie o negli affumicatoi.

Una volta affumicato, il salmone dell’Alaska veniva inscatolato in contenitori di legno curvo e, raggiunta la quantità di provviste necessarie per l’inverno, il salmone rimanente veniva utilizzato per la produzione dell’olio.

Oggi, come succedeva migliaia di anni fa, il ciclo del salmone in Alaska continua a definire il ritmo e le stagioni della regione che si estende dalla riva del fiume Kuskokwim fino alla zona abitata dai popoli della regione di Panhandle dell’Alaska. Negli accampamenti dei pescatori e negli affumicatoi vengono usati ancora gli stessi metodi tradizionali per conservare il salmone per tutto l’inverno.

Filetto di salmone selvaggio affumicato

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